15 giorni in Andalusia. Il mio itinerario di viaggio

Dovete organizzare un tour in Andalusia, è la prima volta che approdate in questa regione e non sapete dove mettere le mani per organizzare il vostro viaggio. Sì, storia già sentita. È successo anche a me.
L’Andalusia è un posto che offre davvero tanto, da importanti siti storici a bellezze naturali mozzafiato, senza dimenticare il divertimento e la vita notturna o l’ottimo cibo.
Io mi sono presa del tempo per capire cosa volevo dal mio viaggio, ho cominciato la mia ricerca per capire come organizzare i giorni che avevo a disposizione e ho definito le mie tappe e cosa avrei voluto visitare.
Il risultato è stato un viaggio entusiasmante e per facilitarvi il compito vi descrivo il mio itinerario, sperando possa essere utile per il vostro scopo e ne possiate trarre degli spunti.

Giorno 1. Ginevra – Malaga Aeroporto – Granada

Arriviamo all’aeroporto di Malaga la mattina e ci riposiamo un po’ in attesa di prendere il pullman che ci porterà a Granada.
Non noleggiamo immediatamente la macchina perché vogliamo passare tre giorni a Granada e l’auto resterebbe parcheggiata da qualche parte inutilizzata, in questo caso il pullman è una soluzione molto più economica anche se fa perdere più tempo.
Il viaggio prosegue bene e una volta arrivati a Granada pensiamo solo a riposarci e a fare un primo giro per la città.

Giorno 2. Granada

La mattina ci riposiamo e ci organizziamo per cominciare sul serio il nostro tour. Iniziamo alla grande visitando l’Alhambra, che ci assorbe una buona mezza giornata. Abbiamo prenotato i biglietti online e quindi accediamo al sito senza fare fila e senza avere nessun problema. Fa davvero molto caldo e alla fine della visita, meravigliosa quanto stancante, torniamo alla nostra sistemazione per una doccia veloce prima della meritata cena.

Come visitare l’Alhambra

Giorno 3. Granada

Oggi abbiamo tutto il giorno da dedicare alla città e cominciamo subito perdendoci per i vicoli dell’Albaícin. Sono estasiata da questo quartiere che mi fa sembrare di essere in Marocco e dopo averlo girato per bene, passiamo al mercato di Granada per mangiare qualcosa e assaggiare il famoso jamón.
Nel primo pomeriggio andiamo all’Hammam Al Ándalus Baños Árabes: un hammam che riproduce fedelmente per struttura e atmosfera un antico bagno arabo. Dopo esserci rilassati e coccolati ripartiamo alla scoperta di Sacromonte,  il quartiere gitano.
Una passeggiata tra le grotte-abitazioni e una sosta in uno dei locali tipici dove ancora oggi si balla il flamenco ci fanno apprezzare appieno il posto, dal quale tra l’altro si gode di una splendida vista sull’Alhambra.
Per la serata torniamo all’Albaícin e ci rifugiamo in una teteria, preparandoci a rimetterci in viaggio l’indomani.

Giorno 4. Granada – Malaga Aeroporto – Antequera

Dopo un ultimo giro a Granada per acquistare qualcosa, prendiamo il bus che ci riporta all’aeroporto di Malaga dove noleggiamo finalmente la macchina. Siamo diretti verso Cordova, ma per la notte ci fermeremo ad Antequera che si trova a metà strada. Dopo aver parcheggiato e trovato il nostro ostello facciamo un giro per la cittadina e poi andiamo a cena. È un luogo tranquillo, si trova al centro dell’Andalusia, ma non c’è un grande affollamento di turisti. La città non ha grandi particolarità, ma anche qui c’è una bella Alcazaba, che vediamo però solo dall’esterno. Nella grande piazza che conduce alla fortezza si innalza la Real Colegiata de Santa María la Mayor e a lato c’è un affaccio sui resti delle antiche terme romane. Decidiamo di smettere di vagabondare e andare a letto, l’indomani infatti dobbiamo visitare il motivo che ci ha fatto fare tappa ad Antequera.

Giorno 5. Antequera – Cordova

Il risveglio a Antequera è traumatico, perché scopro che il Complesso archeologico dei Dolmen di Antequera è chiuso il lunedì.
Ok, ho fatto il più stupido degli errori, ma ingenuamente pensavo che in piena stagione turistica fossero sempre aperti.
Dopo una bella colazione, che non riesco a godere del tutto perché amareggiata, prego Luca di passare comunque vicino al sito. E sopresa, sopresa, sono aperti!
Fortunatamente il sito rimane aperto i prefestivi e oggi è il 14 agosto.
Rimango entusiasta della visita e una volta usciti ci dirigiamo finalmente verso Cordova.

Scopri di più sui dolmen

Arrivati a Cordova parcheggiamo gratuitamente la macchina in un quartiere periferico e raggiungiamo il centro storico a piedi. Il nostro ostello si trova proprio sotto la Mezquita e dopo esserci riposati un po’ andiamo subito a visitarla. È un edificio straordinario, che colpisce la fantasia grazie alla sua selva di colonne. Rimaniamo all’interno della ex-moschea ancora a lungo e ne usciamo quando è quasi sera, quindi facciamo un primo giro a Cordova e andiamo a mangiare. La città mi piace moltissimo, ma non la immaginavo affatto così: il centro storico è caratterizzato da case bianche con patii e muri arricchiti da colorati vasi di fiori ed è un peccato che sia quasi tutto secco a causa del clima bollente.

Giorno 6. Cordova

Oggi possiamo dedicare tutta la giornata a Cordova e dopo la colazione ci dirigiamo subito all’Alcázar de Los Reyes Cristianos. Ahimè, il sito non è tenuto bene, gli ambienti sono sporchi e pieni di guano di piccione ed è un peccato che non sia valorizzato meglio. I giardini sono curati molto di più ed è piacevole passeggiare tra i fiori e le fontane nonostante il caldo. Qui, una grande statua che rappresenta Cristoforo Colombo con Ferdinando e Isabella ricorda il loro incontro avvenuto nel 1486.
Dopo la fortezza facciamo un altro giro della città, passiamo per Plaza del Potro e per Plaza de la Corredera e dopo pranzo decidiamo di rifugiarci ai Baños Árabes, per sfuggire all’afa opprimente. A Cordova c’è anche un altro Hammam Al Ándalus, ma scegliamo i Baños Árabes perché anche se meno pregiati sono meno costosi e ci permettono di godere delle vasche per più tempo. Usciamo il pomeriggio inoltrato e dedichiamo il resto della giornata a un’ultima passeggiata durante la quale vediamo anche il Puente Romano, purtroppo massicciamente restaurato.

Giorno 7. Cordova – Siviglia

Salutiamo Cordova e ci rimettiamo in strada diretti a Siviglia. Il paesaggio lungo la strada è bellissimo e desolante allo stesso tempo, è pieno di coltivazioni di arance, ma è anche molto brullo e sembra infinito. Una volta raggiunta la città ci preoccupiamo subito di trovare un parcheggio gratuito e raggiungiamo il nostro albergo, mangiamo una cosa al volo e dopo un po’ di riposo usciamo alla scoperta di Siviglia.
Passiamo davanti alla cattedrale e alla fortezza che visiteremo l’indomani e andiamo alla famosa Plaza de España. È davvero immensa e rimango senza fiato. La struttura, lo spazio e il canale che l’attraversano creano un insieme unico e sono felice di averla finalmente vista. Dopo ci perdiamo per il Parque de María Luisa e quando siamo esausti andiamo a mangiare nel Barrio Triana, da dove ammiriamo a distanza la Torre del Oro.

Giorno 8 . Siviglia

Visitiamo subito la Real Alcázar di Siviglia, perché vogliamo cercare di evitare il caldo impossibile del giorno pieno. La fortezza merita indubbiamente una visita sia per le strutture che per il bel giardino, nel quale vale la pena perdersi. Dopo una sosta nel punto ristoro della fortezza, dove fanno compagnia ai clienti dei socievoli pavoni, andiamo a visitare la Cattedrale, che si trova proprio di fronte all’Alcázar.
Anche questo è un edificio immenso e sembra proprio che a Siviglia piacciano gli ampi spazi. La visitiamo accuratamente, prendendoci tutto il tempo per osservarla bene e per riposarci. Passiamo vicino alla Tomba di Cristoforo Colombo e poi saliamo sulla Giralda, il minareto dell’antica moschea che è stata soppiantata dalla cattedrale. Arrivati in cima, godiamo di una bella veduta della città e dopo aver fatto tutte le foto di rito decidiamo di fare un altro giro in città, dopo una meritata sosta in ostello. In serata passiamo a dare un’occhiata alla Plaza de Toros e dopo una passeggiata ci sediamo sulle rive del Guadalquivir ammirando la città di sera.

Giorno 9. Siviglia – Jerez de la Frontiera – El Puerto de Santa Maria – Cadice

Prima di lasciare la zona di Siviglia a favore della costa voglio femarmi a Italica, la città romana che ha dato i natali agli imperatori romani Traiano e Adriano. Non entriamo nel sito, perché ci vorrebbe troppo tempo, mi basta vederla dall’esterno e ci rimettiamo in marcia. Durante il nostro tragitto ci fermiamo per poche ore a Jerez de la Frontiera, una delle città produttrici dello sherry. Facciamo un breve giro della città, vediamo la cattedrale e l’Alcázar da fuori e abbiamo un incontro inaspettato con una farfalla che sembra addomesticata. Dopo esserci divertiti, scegliamo un locale tipico per mangiare qualcosa a base di tapas mentre è in corso un’esibizione di flamenco. Jerez è già nel nostro cuore, ma siamo costretti dai tempi a continuare il nostro viaggio e raggiungiamo El Puerto de Santa María, la cittadina dove pernotteremo. Anche qui cerchiamo un parcheggio gratuito in strada e dopo esserci riposati un po’ in ostello usciamo per guardarci un po’ in giro. Con pochi euro prendiamo il traghetto che ci porta a Cadice e il fatto di raggiungere la città dall’acqua mi piace molto. Vediamo la Catedral Nueva dall’esterno con la sua cupola dorata e passeggiamo per le viette, scoprendo che Cadice è una città caratteristica e piena di vita. Quando si avvicina l’ora del tramonto raggiungiamo il lungomare, in particolare la Playa de la Caleta, dove ammiriamo un meraviglioso tramonto. C’è molta gente che viene ad assistere a questo spettacolo naturale e dalla spiaggia gli amplificatori trasmettono della musica, giusto per rendere più speciale il tutto.
Quando ormai comincia ad essere sera costeggiamo il lungomare fino a tornare al porto, dove riprendiamo il traghetto per El Puerto de Santa María. Ed è allora che scopriamo che questa cittadina portuale la sera diventa meta di fiotte di giovani. Le vie sono così intasate che è quasi impossibile camminare, ma è altrettanto difficile non farsi coinvolgere.

Giorno 10. El Puerto de Santa Maria – Cadice

Dedichiamo la mattina a El Puerto de Santa Maria e vediamo El Fuente de las Galeras, una fontana settecentesca  a sei zampilli che riforniva le navi in partenza per le Americhe. Visitiamo poi il Castillo de San Marcos, dove facciamo la visita guidata. Purtroppo perdiamo quella in inglese e l’unica disponibile è in spagnolo, accettiamo perché anche se non conosciamo la lingua bene o male la capiamo. La visita si rivela molto interessante e alla fine del giro viene fatta anche un’ottima degustazione di sherry, prodotto nelle cantine del castello.
Vista la città dove ci troviamo ne approfittiamo per un buon pranzo a base di pesce e decidiamo di tornare nel pomeriggio a Cadice. Qui visitiamo gratuitamente il Giacimento Archeologico Gadir, dove ci sono i resti dell’originario abitato fenicio e di quello successivo romano.

Conosci Gadir

Giorno 11. El Puerto de Santa Maria – Cala de Roche – Playa Bolonia – Tarifa – Algeciras

Salutiamo El Puerto de Santa Maria e Cadice perché siamo diretti verso sud. Visto che siamo sulla Costa de la Luz ne approfittiamo per fare un po’ di mare.
Ci fermiamo a Cala de Roche, in una delle baie separate dalle rocce. Come immaginavamo, visto il periodo, è pieno di gente, ma sono per lo più spagnoli. Facciamo un bel bagno nell’oceano, ma dopo un paio d’ore decidiamo di spostarci per l’affollamento, l’aria bollente e perché proprio davanti a noi si sono messi a fare un video musicale, addio pace.
Riprendiamo la nostra strada verso sud e stavolta scegliamo Playa Bolonia. È una delle spiagge più belle che io abbia mai visto, enorme, sembra una distesa infinita e alle spalle ci sono i resti della città romana di Baelo Claudia. Un insieme unico.
C’è solo un piccolo problema: il vento è così forte che è impossibile anche solo sedersi e qualunque cosa rimanga ferma sulla spiaggia viene ricoperta dalla sabbia in breve tempo. Nonostante questo il posto ci piace molto e ne approfittiamo per passeggiare un po’ sulla riva.
Alla fine ci rimettiamo in macchina, direzione Tarifa. Arriviamo quasi al tramonto e ci sbrighiamo a raggiungere l’Isla de las Palomas, dove si incontrano il Mar Mediterraneo e l’Oceano Atlantico. Il vento è fortissimo e ci rimane difficile camminare o anche solo fare una foto tra una frustata di sabbia e l’altra. Purtroppo non riusciamo nemmeno a vedere il Marocco a causa della foschia sull’orizzonte, ma non ci lasciamo abbattere e partiamo alla scoperta di Tarifa, che si rivela un gioiellino. Non so spiegare l’atmosfera che si respira lì, ma tra la posizione geografica unica, i negozi e i souvernirs sul surf, case caratteristiche, viottoli particolari e giovani che vanno e vengono, posso sicuramente dire che Tarifa va vista. Dopo cena siamo costretti a lasciarla, perché in fase di prenotazione degli alberghi non avevamo trovato un posto dove dormire e raggiungiamo il nostro ostello ad Algeciras.

Giorno 12. Algesiras – La Línea – Gibilterra – Ronda

Algeciras è una città portuale importante per chi deve imbarcarsi per il Marocco, altrimenti è evitabile. È piuttosto sporca e bruttina e non la consiglio a meno ché non siate costretti come lo siamo stati noi. Dopo la colazione nella Plaza Alta, abbiamo ripreso la macchina per raggiungere La Línea. Qui abbiamo parcheggiato gratuitamente in strada e abbiamo raggiunto la frontiera a piedi.
Abbiamo fatto il biglietto comprensivo per la funivia e le esibizioni nella rocca di Gibilterra prima di passare la frontiera e non lo consiglio, perché più costoso e perché non ne vale nemmeno la pena.
In compenso mentre stavamo in fila abbiamo conosciuto due ragazzi italiani, con i quali abbiamo fatto amicizia e abbiamo passato l’intera giornata a Gibilterra.
Nel tardo pomeriggio abbiamo completato il nostro giro e dopo aver faticato su e giù per la rocca, visto le scimmie e mancato anche questa volta il Marocco, abbiamo ripreso la macchina e siamo andati a Ronda.
La strada per Ronda è stata più lunga del previsto, perché sotto consiglio dei nostri nuovi due amici abbiamo evitato l’AP7, che è molto costosa, a favore della gratuita, ma più lunga, A7. Ronda ci ha accolto ormai al buio, ma ci è sembrata subito splendida.

Giorno 13. Ronda – Malaga

La nostra visita a Ronda è cominciata con una passeggiata all’Alameda del Tajo, un parco che si conclude con una vista a strapiombo sui dintorni. Abbiamo continuato a costeggiare il precipizio, meravigliandoci per ogni diversa angolazione della veduta e alla fine abbiamo raggiunto dei gradini che permettono di scendere parte della costa rocciosa e di ammirare il Ponte Nuevo, l’attrazione più conosciuta della città. Abbiamo proseguito il nostro giro vedendo una bella varietà di piazze e di palazzi, fino ad arrivare ai bagni arabi e al ponte romano. Da qui si ha un’altra bella veduta dei dintorni e dopo aver fatto tante foto ci siamo rifugiati in una taperia tipica per sfuggire al caldo.
Dopo pranzo abbiamo fatto un’ultima passeggiata e infine abbiamo ripreso la nostra macchina per raggiungere la nostra ultima tappa: Malaga.
Arrivati all’aeroporto della città abbiamo lasciato a malincuore l’automobile che avevamo preso a noleggio e abbiamo raggiunto Malaga con i mezzi pubblici.
Una breve sosta al nostro ostello ci ha rigenerati dal viaggio e nonostate il pomeriggio sia già avanzato non resistiamo ad una prima avanscoperta della città, ma riserviamo la visita vera e propria all’indomani.

Giorno 14. Malaga

Penultimo giorno di viaggio e lo cominciamo andando a visitare subito l’Alcazaba, la fortezza, che merita di essere vista per le belle strutture e la veduta che offre sulla città. È possibile fare un biglietto combinato per visitare anche il Gibalfraro, ma decidiamo di saltarlo e lo vediamo solo in lontananza, perché fa già molto caldo e a quanto pare è una rovina che va vista solo per la veduta e non per la struttura in sé.
Dopo l’Alcazaba andiamo a visitare il Museo Picasso, che conserva per lo più opere meno note, ma che merita una visita per farsi un’idea completa dell’artista nato proprio a Malaga. Per completare il giro dedicato a Picasso, andiamo a vedere  dall’esterno la Casa Natal del pittore a Plaza de la Merced 15 e la statua che gli è dedicata, posta su una panchina dei giardini lì di fronte.
Pranziamo al Mercado Central e poi ammiriamo dall’esterno l’incompleta Cattedrale, preferendo fare una passeggiata per la città. Passiamo per il Paseo del Parque e vediamo la Fuente de Genova e continuiamo a camminare fino a La Malagueta, la spiaggia di Malaga. Vorremmo fare un bagno, ma nonostante la spiaggia sia curata e affollata, troviamo che l’acqua sia troppo inquinata per farlo (non per niente si trova a fianco del porto). Un po’ delusi facciamo un altro giro e ceniamo in uno dei locali del porto, lungo il Paseo de la Farola.

Giorno 15. Malaga – Ginevra

L’ultimo giorno lo dedichiamo a un ultimo giro e agli acquisti. Ce la prendiamo comoda e alla fine raggiungiamo l’aeroporto e prendiamo l’aereo per Ginevra. Ciao Andalusia!

Oltre a tutti quesi posti, avrei visitato volentieri anche la Cueva del Neja, Almería, il deserto di Tabernas, El Chorro e il Parco della Doñana, ma in Andalusia c’è così tanto da vedere che probabilmente non completerei mai la mia lista di vorrei.

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5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Sara Mallia ha detto:

    Splendida Andalusia, mi piacerebbe tornarci!

    Piace a 1 persona

    1. AlessandraDitta ha detto:

      Proprio bella! Hai fatto un giro simile al mio?

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  2. Chiara Olivieri ha detto:

    Bellissimo itinerario! Ho visto che sei andata ad Agosto! avete sofferto molto il caldo?

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    1. AlessandraDitta ha detto:

      Il caldo si fa sentire nella parte interna della regione, ho sofferto a Cordoba e soprattutto a Siviglia, motivo per cui ho dedicato solo due giorni alla visita della città. Vuoi andarci in quel periodo?

      Mi piace

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